lunedì 14 giugno 2010

Intervento Leonardo Bertelli (Osservatorio Trasformazioni Urbane)

LE BUONE INTENZIONI

Da quando, ai primi di ottobre del 2009, è iniziato una sorta di confronto a distanza tra il Sindaco (e alcuni assessori) ed i dissenzienti sulle scelte urbanistiche che hanno condotto alla localizzazione del nuovo ospedale, pur impegnandomi nel cercare di impedire l'infelice scelta, tuttavia avvertivo una specie di scontentezza, di fastidio, a trovarmi su posizioni così radicalmente contrarie a persone con cui avevo condiviso nel passato idee e battaglie, persone che anche recentemente nell'ultima fase elettorale amministrativa mi erano sembrate proporre alcune linee di governo non lontane da ciò che mi pareva desiderabile.
Sono andato quindi a rileggermi ciò che il Sindaco scriveva nel suo programma elettorale :
“insieme per governare il cambiamento...., superamento di una visione gerarchica..., idea della partecipazione come motore di cambiamento..., i cittadini non più solo destinatari delle azioni di governo, ma essi stessi azioni di governo..., la partecipazione si evolve a strumento per costruire e mantenere i legami sociali, per riaffermare e difendere una visione comunitaria del territorio...., Livorno “città della partecipazione”
“è finita l'espansione edilizia della città..., recupero del centro come motore autonomo dello sviluppo di Livorno...,la rinnovata identità non sarà caratterizzata da una sua espansione residenziale in aree non urbanizzate o individuate nei sistemi ambientali e/o agricoli...”
e, nelle dieci righe dedicate al Nuovo Ospedale, non si parla di delocalizzazione o di alienazione tramite valorizzazione della gran parte del patrimonio dedicato alla salute, ma di un Ospedale come nodo terminale di una rete, come una pedina di una rete integrata e coordinata tra i presidi ospedalieri nell'ambito del territorio livornese e dell'Area vasta.
Ma allora, visto l'evolversi degli avvenimenti, quanto enunciato nel programma era solo un elenco di buone intenzioni, non linee di governo su cui orientare la propria azione amministrativa, non una sorta di patto con i propri elettori, ma un contenitore di idee appetibili per i probabili elettori da abbandonare quando non servono più, specchietti per le allodole !
Ma allora i soli difensori del programma elettorale del Sindaco sono coloro che si sono trovati costretti a promuovere e sostenere il referendum contro la localizzazione dell'Ospedale nuovo e che hanno reso vero e perseguibile quanto era contenuto nel programma stesso!
Su tutto ciò dovrebbero riflettere le forze politiche che appoggiano l'azione di questa Amministrazione Comunale, e che rischiano di appiattirsi sui propositi della direttrice generale dell'ASL6, poco interessata agli effetti a catena che tali propositi inducono nell'assetto territoriale livornese , e che, dopo la firma dell'Accordo di Programma, ha dichiarato che il documento “blinda” gli impegni sottoscritti, da cui si deduce la vendita “valorizzata” di tutti gli immobili indicati indipendentemente dalle intenzioni espresse dal Sindaco sull'uso futuro degli edifici dell'attuale sede ospedaliera (poliambulatoriio, padiglioni) o delle strutture territoriali (via del Mare).
Invito il Comune a rendere consultabile l'intero Accordo “blindato” sul proprio sito, nel frattempo leggibile sul sito della Regione Toscana tra le delibere della Giunta (delibera n. 380 del 22/03/2010).

Leonardo Bertelli O.T.U.

Intervento Daniela Bertelli (Osservatorio Trasformazioni Urbane)

LA POSTA IN GIOCO

La vicenda politica ed istituzionale che ha portato alla individuazione dell’area per la costruzione di un nuovo ospedale ed alla firma dell’Accordo di Programma offre molteplici spunti di riflessione, sia sulle scelte, sia sui possibili modi di intendere il governo del territorio e la partecipazione.
Nel già citato Accordo di programma, si fa riferimento ad un documento tecnico ed all’apprezzamento della Giunta Comunale di tale documento tra il Luglio ed il dicembre 2008: ci sarebbero stati, quindi, tutti i tempi per aprirsi ad un confronto con la città e per collegare le scelte alla revisione del Piano strutturale. Così non è stato.
L’indizione del referendum abrogativo della delibera comunale di localizzazione della nuova struttura ospedaliera, il successo ottenuto dalla raccolta di firme sono testimonianza del desiderio dei cittadini e delle cittadine di non essere relegati a mero ruolo di spettatori, ed è un desiderio avvertito e manifestato da uomini e donne di orientamento politico e culturale diverso, che si sottrae alla logica degli schieramenti istituzionali.
Come Osservatorio Trasformazioni Urbane, fin dall’ottobre dello scorso anno, cioè da quando sulla stampa cominciavano a comparire alcune notizie, abbiamo elaborato documenti, rivolto domande, per altro senza ricevere risposte, intorno a tutta la vicenda. La nostra non era e non è opposizione pregiudiziale nei confronti di un nuovo ospedale, ma è in primo luogo critica ad un modo di praticare il “governo” del territorio per “emergenze” successive, senza un piano complessivo, chiaro e discusso apertamente. E siamo molto preoccupati del fatto che per realizzare una opera di interesse pubblico (il nuovo ospedale), si metta a disposizione, attraverso la vendita, del mercato privato una quota grande di patrimonio pubblico (edifici ed aree). Tali edifici e tali aree, per essere appetibili sul mercato privato, appunto, dovranno essere, per usare il termine tecnico “valorizzati”, cioè avere una destinazione economicamente interessante per gli investitori privati, con inevitabili conseguenze non marginali nell’assetto territoriale della nostra città. E di nuovo il mercato privato è chiamato ad intervenire per quasi un terzo del costo complessivo della nuova struttura con la formula del project financing.
E poi, come si articolerà la rete dei servizi socio-sanitari? Quali i costi di una nuova organizzazione? Disponiamo solo di alcune indicazioni emerse nel Consiglio Comunale del marzo 2010 che, in qualche caso, sembrano contraddire ciò che è deliberato nell’accordo di programma. Facciamo alcuni esempi: distretto Zona Sud via del Mare, è nell’elenco degli edifici da vendere e valorizzare nel testo dell’Accordo di programma (delibera Regionale 22/03/2010) , nel Consiglio Comunale, sempre del marzo scorso, è indicato come sede delle future attività distrettuali; distretto della Zona Centro: nelle indicazioni presentate al Consiglio Comunale è localizzato nell’attuale Poliambulatorio, che, tuttavia, nell’accordo di programma viene compreso tra i beni da vendere e valorizzare.

Daniela Bertelli (Osservatorio Trasformazioni Urbane)